Deglutizione
La lingua è definita da Lentini”…un organo muscolare sostenuto da uno scheletro osteo-fibroso che si inserisce sullo ioide….E’ in rapporto con la mandibola,con l’osso ioide,con l’epiglottide,col faringe,col velo palatino e con il cranio. E’ in contiguità con palato, velo palatino, denti, labbra”.
In genere si considera formata da 17 muscoli, che, cosa unica nel corpo, hanno una sola inserzione cioè hanno un capo libero. Questi muscoli sono privi di fusi neuromuscolari. L’innervazione sensitiva è plurima con recettori che fanno capo al trigemino, al facciale, al glossofaringeo e al vago. L’ innervazione motrice è garantita dall’ipoglosso eccezion fatta per il muscolo palato glosso che è innervato dall’accessorio spinale che innerva anche lo SCM e il trapezio, muscoli che connettono il cranio con la parte alta del torace e che sono in relazione anche con la via oculo-cefalo-gira. Oltre a questi dati anatomici parziali, c’è da considerare la componente embriologica che configura un’unità fra lingua,occipite e nervi ipoglossi e che giustifica perchè disturbi della statica muscolare cervicale si accompagnano a disfunzioni linguali e viceversa.
Si dice che la lingua ha una dimensione topologica, cioè occupa lo spazio che trova a sua disposizione, e questo grazie alla regolazione spaziale che dipende da recettori esterni alla lingua (denti, gengive, labbra, guance,palato). La mancanza di elementi dentari, le alterazioni del rapporto mandibolo mascellare in senso trasversale,verticale o orizzontale può provocare alterazioni tensive sullo ioide e quindi sul diaframma sottobuccale e a cascata su tutti i diaframmi del corpo.
Attività principe della lingua è la deglutizione. Sinteticamente la deglutizione normale dell’adulto è caratterizzata: – da un appoggio della punta della lingua nell’area della papilla retroincisiva e del corpo della lingua sulla volta palatina; -i denti delle due arcate sono a contatto grazie alla contrazione dei muscoli elevatori della mandibola; -le labbra sono chiuse senza sforzo e la respirazione è nasale. Durante l’atto di deglutizione spontanea si generano forze sul palato di circa 52 gr/cm quadro. La frequenza della deglutizione è di 1800-2000 volte al giorno. I riflessi cranio-sacrali della deglutizione sono importanti. Infatti se da un lato la spinta sul palato stimola trasversalmente i processi alveolari, la sutura cruciforme, e la sutura intermascellare e si trasmette al vomere e attraverso questo al rostro dello sfenoide, dall’altro la spinta sulla premaxilla via cartilagine nasale, lamine etmoidee arriva ad influenzare la falce cerebrale. Queste due induzioni attivano il Meccanismo Respiratorio Primario.
Nella deglutizione entrano in gioco oltre ai muscoli linguali anche gli elevatori della mandibola, i muscoli della catena posteriore (flessoestensori del capo e del collo e multifidi cervicali) e i muscoli della catena anteriore (sopra e sotto ioidei) che devono stabilizzare il capo sul collo e questo sul torace.
Le disfunzioni linguali. Come ci ha insegnato Gabriella Guaglio, in un modello interpretativo eziologico della disfunzione linguale dobbiamo considerare:
le cause che alterano la stabilità cervicale (determinante posteriore) (per esempio: piede piatto; piede cavo; scoliosi)
le cause che alterano la competenza labiale (determinante anteriore) (per esempio :respirazione orale; succhiamento del dito)
le cause inerenti i problemi propri della lingua (“contenuto” della determinante intraorale) (per esempio:frenulo linguale corto) ;
le cause legate a malocclusioni e/o ai problemi alveolo-dentali (“contenitore” della determinante intraorale) (per esempio:morso aperto,morso coperto;overjet aumentato).